La germania accettò l’euro in cambio del fallimento dell’italia. La verità in questo – VIDEO

Antonio gallioni, direttore generale del ministero del lavoro, ricostruisce la storia dell’economia italiana, e spiega come e perchè l’italia fu svenduta. Nel 1982/83 ero funzionario del bilancio e feci uno studio. Lo mostrai al ministro, dicendogli che questo sistema avrebbe rovinato il paese. Lo dissi anche al ministro del tesoro e ad alcuni dell’ufficio studi della banca d’italia. Erano tutti concordi sul fatto che la mia tesi era esagerata e che non era possibile che il debito pubblico superasse il pil, e io risposi: “scusate, se il debito è un fondo e il pil un flusso non ci sono problemi. Se oggi con 50mila euro di reddito della mia famiglia chiedo un prestito di 250mila euro alla banca, me lo danno. Quindi anche un rapporto di 4/5 volte rispetto al pil è sostenibile. Se è sostenibile per una famiglia perchè uno stato dovrebbe vivere chissà quale catastrofe?”. Dissero che le mie preoccupazioni erano esagerate e quindi litigammo e andai a fare altri lavori. Nel 1989 ebbi uno scambio con giulio andreotti, che mi disse:” dobbiamo cambiare l’economia italiana, ci dia una mano”. Mi misi allora a disposizione, e mi fecero incontrare col suo braccio destro che mi chiese:” cosa bisogna fare per cambiare l’economia del paese?” risposi:” si faccia nominare al ministero del bilancio e mi metta in mano la struttura, al resto penso io”. Mi chiamò dopo qualche settimana e mi disse:” sono ministro del bilancio, le metto in mano la struttura.

Quindi cominciai a cambiare l’economia del paese. Pensavo che l’italia dovesse anche guardare I tempi e le caratteristiche dell’europa per cercare di recuperare la sovranità motenaria etc etc. Lavorai li per due o tre mesi, e poi successe l’inferno. Arrivarono telefonate dalla banca d’italia, dalla fondazione agnelli, dalla confindustria e da un certo helmut kohl, che era venuto a conoscienza di questo funzionario del ministero del bilancio che fava cambiando gli accordi. Nel mentre andreotti stava cambiando idea, e andava in giro dicendo che le rivendicazioni sulla germania erano idiozie. Dopo qualche mese ci fu l’accordo tra kohl e mitterrand in cui kohl rinunciava al marco e accettava l’euro. Ma questo accordo prevedeva anche la deindustrializzazione dell’italia che, se si manteneva forte nella produttività, quell’accordo sarebbe rimasto un accordo per modo di dire. C’erano due correnti: una era interessata ai grandi business delle privatizzazioni e delle liberalizzazioni. Altri avvertivano il bisogno di moralizzare il paese. E hanno sbagliato. In entrambi I casi abbiamo avuto riscontri negativi. In sostanza la nostra classe dirigente ha accettato la deindustrializzazione del paese.

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3 Risposte

  1. CESARE ZACCARIA ha detto:

    SONO PIENAMENTE DALLE CONSIDERAZIONI QUI ESPOSTE. GERMANI, INGHILTERRA E FRANCIA SONO I CLESSICI PARENTI SERPENTI.
    L’INGHILTERRA , A PERFIDA ALBIONE, INVIDIOSA DELA POTENZA INDUSTRIALE ED ECONOMICA RAGGIUNTA DALL’ITALIA FASCISTA, CON LE INIQUE SANZIONI CHE STAVANO AFFAMANDO IL NOSTRO PAESE, SPINSE BENITO MUSSOLINI NELLE BRACCIA DI HITLER E DA QUI ALLA GUERRA.

  2. Roberto tramonti ha detto:

    E sempre stato chiaro che l Italia per la sua conformazione,la sua storia,la fantasia degli italiani,ha sempre preoccupato gli altri stati ed in pareticolare la Germania.Al tempo di Craxsi,antipatico o ladro quanto ci pare,esisteva perlomeno l ambizione PWR una Italia splendente e Laboriosa.l Italia che funzionava,l Italia dei Fanfani,di mussolini prima della sciagurata avventura Tedesca. Dovevamo essere la Svizzera del mondo. E potevamo essere. Poi la grande industria,come la Fiat. Ci ha incrinati. I,sindacati ci hanno rotto,e Prodi ci ha rovinato.Altro che amor patrio,Porte remo per anni certe scelte sciagurate.

  3. Cesare Zaccaria ha detto:

    Tutto questo costituisce un’ulteriore conferma a quanto ho scritto e anche pubblicato fin dal tempo del nostro ingresso nell’aera EURO. Tuttavia, uscirne oggi sarebbe un disastro fors’anche più grave.

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