“Cosa c’è dietro le parole del Papa sugli immigrati” Islam e invasione, sconcerto in Vaticano: chi l’accusa

Vaticano, Papa Francesco e il gravissimo sospetto: “La teologia dell’invasione di Bergoglio sugli immigrati”

La nuova lezione di “migrazionismo esasperato” di Papa Francesco non è passata inosservata ad Alessandro Meluzzi che oggi firma un articolo sulla prima pagina del Tempo spiegando che questa “teologia dell’invasione” portata avanti dal Pontefice sta spiazzando molti cattolici. “Anche ieri, primo giorno dell’anno dedicato alla festività della Madre di Dio, la monocorde teologia bergogliana non ha cessato di darci una lezione. Bergoglio ha ricordato anche ieri che bisogna ad ogni costo aprire le porte a coloro che fuggono dalle guerre, anche se queste guerre non esistono ovunque né in Senegal né in Nigeria né in Costa d’Avorio” si legge nell’articolo, “dice anche che questa ricerca della pace da parte dei migranti non deve produrre preoccupazione alle nostre latitudini ma semplicemente l’accoglienza pagata dai contribuenti, che ha trasformato le parrocchie in una sorta di agenzia di propaganda per un migrazionismo esasperato. Un migrazionismo sospetto che fa dell’Epifania, quando arriveranno i magi dall’Oriente, una dimensione di multiculturalità fin dall’origine del Cristianesimo, inteso come un’agenzia della open society di Soros al di là di qualsiasi considerazione teologica.

Meluzzi tenta poi di spiegare il motivo che spinge il Pontefice a cavalcare questa teologia: “Il sospetto” spiega, “è che Bergoglio abbia una missione univoca da svolgere: quella di addomesticare ogni resistenza dell’Occidente all’omologazione culturale e alla sostanziale sottomissione all’Islam maggioritario e di fiaccare ogni resistenza della civiltà europea. Sarà pur vero che, come ha detto il teologo del globalismo, gli europei – come tutti i popoli – sono il risultato di molte migrazioni ma è anche vero che hanno combattuto a Lepanto per evitare di diventare sudditi del sultano. Da questo punto la Roma, da cui Bergoglio predica secondo il Soros pensiero, forse assomiglierebbe all’Ankara di Erdogan, alla Riyad dei Sauditi o alla Teheran degli ayatollah. Ma questo al nostro profeta di bianco vestito non dispiace. Credo, quindi che” conclude Meluzzi, “contrariamente a ciò che lui dice – più che dei poveri migranti manipolati e mobilitati bisognerebbe avere paura di lui e delle agenzie internazionali che più o meno consapevolmente lo pilotano”.

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Una risposta

  1. Aldo Cannavò ha detto:

    Gli immigrati che non sfuggono alle guerre sfuggono alla fame.Molto strano,forse ipocrita,non considerare che l’Europa è fra le maggiori affamatrici di questi popoli perchè permette e lucra sulle tasse delle lobby che li derubano delle loro ricchezze naturali. Chi ha coscienza deve sentirsi in debito con loro e cercare di ripagarli almeno con l’accoglienza.I cattolici praticanti non temono di essere influenzati dall’Islam.Anzi trovano in esso un alleato per combattere la laicizzazione sistematica dell’Europa,che stà creando omicidi,corruzione ed aumento del ricorso ai tranquillanti ,psicologi e psichiatri.

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