Ondata di stupri in Italia? La Boschi la spiega così: “Tutte queste violenze…”.

«La maggior parte delle violenze contro le donne accadono in famiglia, non sulle strade», ha detto Maria Elena Boschi, parlando alla Festa dell’Unità di Pesaro, a proposito degli stupri accaduti in queste ore a Rimini. Dato statisticamente corretto: se si guarda al numero complessivo delle violenze e degli abusi di ogni tipo, quelli che hanno per protagonista un familiare sono sicuramente la maggioranza dei casi. Ma ricordare questo dato per rispondere alle violenze che si sono consumate nelle ultime 24 ore tra Rimini, Monza, Legge e Bologna, non spiega o, peggio, rischia di minimizzare una realtà altrettanto oggettiva: il ripetersi di violenze, come si vede in questi giorni, in luoghi che non sono certo la famiglia. Luoghi pubblici, che dovrebbe essere di svago, di relax, di libertà. Spiagge, parchi, strade. Invece no. Per Boschi, ma non solo per lei, in famiglia accade molto di peggio. Anzi, c’è addirittura chi si spinge ad affermare, in questi casi, che è la famiglia a generare violenza.

Intanto in questi giorni il Viminale ha fornito alcuni numeri: le violenze che vedono sotto accusa persone non italiane sono, da gennaio a luglio di quest’anno, 904. Sono 1534, invece, quelle nelle quali è coinvolto un italiano. Per il resto, Boschi ha spiegato che «sulla sicurezza la nostra è una linea di buon senso, che tiene insieme diritti, legalità e integrazione. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi. «Faremo un piano antiviolenza e abbiamo stanziato 60 milioni in più, collaborando con i Comuni per progetti e misure di sostegno a donne che sono state vittime di fatti gravi», ha aggiunto Boschi.

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Una risposta

  1. Aldo Cannavò ha detto:

    Le violenze sono la conseguenza della laicizzazione sistematica dell’Italia.Se togliamo Dio dall’uomo in lui resta la bestia. Abbiamo voluto la bicicletta,ora pedaliamo.

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