La mensa di polizia e pompieri ‘Cibi freddi, scaduti o razionati’

La mensa di polizia e pompieri ‘Cibi freddi, scaduti o razionati’

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La protesta dei pompieri: a Pistoia i pasti arrivano confezionati e spesso freddi. I sindacati: “Nessuno ci ha ascoltato”
Cibo scaduto, razioni scarse, vassoi preconfezionati. Le forze dell’ordine (e i pompieri) lavorano per garantire la sicurezza ai cittadini e vengono ripagati come? Con un servizio mensa tutt’altro che di prim’ordine.

Anzi. A sentir le proteste verrebbe da dire scadente.

Nei giorni scorsi sono stati i pompieri in Toscana ad incrociare le braccia. Sul loro vassoio, infatti, secondo quanto riportato da Libero, trovano da qualche giorno cosce di pollo e patate sotto cellophan. Peccato in alcuni casi non ci siano forni a micronde per scaldare le vivande e nessuno si preoccupi di eventuali allergie. Figuriamoci di chi è celiaco. La ditta che si occupa dei pasti è cambiata e le cose non sono virate per il meglio. “Nessuno ci ha avvisato, nessuno ha ascoltato la nostra voce- ha detto al Tirenno Cristiano Della Pina, rappresentante sindacale dei vigili del Fuoco – Per la gente siamo degli eroi, le persone ci vogliono bene e le istituzioni ci ringraziano per quello che facciamo. Poi però veniamo trattati come bestie”. Più duro il commento di Marconcini, che ha pubblicato le foto dei pasti preconfezionati su Facebook (guarda): “Questo il trattamento riservato dalla nostra amministrazione al personale del Corpo Nazionale. Gli stessi dirigenti che girano le tv e raccolgono le medaglie di questi lavoratori permettono questo scempi con licenziamenti di cuoche e pasto che arrivano due giorni prima. Una vergogna per il Corpo Nazionale. La Direzione Logistiche e Strumentali con il suo direttore sono gli artefici di tutto ciò che sta avvenendo”.

Il fatto è che, secondo quanto scrive Libero, in tutta Italia la situazione non è migliore. Per dire a Fermo le cucine non ci sono più e i pompieri devono usare i ticket. A Pistoia non se la passano meglio, come a Ferrara o a Forlì. “Dal primo gennaio 2018 – aveva spiegato il segretario reggente del sindacato autonomo dei vigili del fuoco, Alessandro De Cato Zangoli – si passerà dal confezionamento nella sede dei Vigili del Fuoco al confezionamento in altra sede, quindi il pasto verrà consumato dopo circa 2 ore l’apposita preparazione. Il Conapo non ci sta, e se necessario metterà in campo ogni azione di protesta per evitare quella che nella storia del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco potrebbe essere verosimilmente la peggiore soluzione possibile: la mensa di tipo veicolato”. Non è andata bene, per il momento. E quello che vale per i vigili del fuoco spesso vale anche per polizia e carabinieri. A febbraio a Genova i sindacati di polizia avevano lamentato “porzioni minime i poliziotti in mensa costretti alla dieta”. In Piemonte, solo per citare un caso, i sindacati della Polizia Penitenziaria hanno segnalato “mense obbligatorie scadenti” nelle carceri. In Val d’Asta, invece, la commissione mensa ha trovato in dispense e magazzini viveri scaduti o mal confezionati.

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